La caduta della Terra[modifica | modifica sorgente]

La conquista della Terra da parte dei Razziatori è stata questione di poche ore. L'Alleanza sapeva che la prima ondata sarebbe giunta dallo spazio batarian, ma non era pronta a un attacco così rapido e violento.

Sfuggendo alla sesta e alla settima flotta dell'Alleanza, schierate presso Terra Nova ed Eden Prime, i Razziatori sono balzati da un portale all'altro senza farsi individuare o intercettare. Una tattica inaspettata, dal momento che le navi delle specie organiche non si azzarderebbero mai a uscire dalla velocità iperluce direttamente sul campo di battaglia o alle spalle del nemico, con il rischio di non poter accedere ai rifornimenti.

Alla Stazione Arcturus la seconda, la terza e la quinta flotta dell'Alleanza hanno affrontato oltre dieci navi principali dei Razziatori, in realtà solo l'avanguardia dell'armata nemica. Decine di altre navi principali hanno poi attraversato il portale di Caronte, sbaragliando la prima flotta posta in sua difesa. La quarta flotta, nei pressi della Terra, ha avuto solo pochi minuti per prepararsi, comunque insufficienti.

Dopo aver distrutto le boe di comunicazione della Terra, i Razziatori più piccoli hanno interrotto i collegamenti satellitari e tagliato i cavi a fibra ottica sui fondali oceanici. Ora la resistenza terrestre può contare su qualche vetusta torre radio e diversi comunicatori relazionali quantici in contatto con altri continenti terrestri o località esterne al sistema solare. Le difficoltà di comunicazione sono tali che la sorte di intere nazioni è tuttora sconosciuta.

Le navi principali nemiche hanno bombardato installazioni difensive e centri industriali, radendo al suolo città come Adelaide, Amburgo, Al Jubail e Fort Worth. Nel frattempo, le navi da guerra sono calate dall'orbita liquefacendo le strade e catturando la popolazione. Le scarse perdite tra i civili non devono trarre in inganno: è probabile che i Razziatori stiano raggruppando le proprie vittime in vista della prossima fase, quella della "mietitura".

La caduta di Khar'shan[modifica | modifica sorgente]

Ogni profugo batarian ha una storia diversa da raccontare sulla distruzione della propria patria per mano dei Razziatori. Quasi tutte le versioni dei fatti hanno però degli elementi in comune. Appena dopo aver invaso il sistema Vular, i Razziatori ne hanno distrutto la rete di comunicazione. Il Ministero del Controllo sull'Informazione dell'Egemonia, pensando a un fenomeno di interferenza spaziale, si è limitato a inviare alcune navi nel sistema. Nell'arco di una giornata, le navi principali dei Razziatori hanno occupato il sistema Harsa e sono atterrate prepotentemente su Khar'shan, il pianeta natale batarian.

La potenza militare dell'Egemonia, tanto sbandierata dalle autorità batarian, si è dimostrata fin da subito inadeguata e poco organizzata. Poco dopo aver annunciato via Extranet l'invasione dello spazio batarian da parte di navi sconosciute, il ministro dell'informazione è stato sconfessato da quello della difesa, che ha invitato la popolazione alla calma. La distruzione delle boe di comunicazione planetarie, avvenuta subito dopo, ha calato un velo di silenzio che persiste tuttora.

Temendo di essere i prossimi bersagli, le colonie batarian nello spazio dell'Egemonia hanno avviato le procedure d'evacuazione. Di fronte all'enorme afflusso di profughi nell'Ammasso Exodus, controllato dagli Umani, inizialmente i vertici dell'Alleanza dei Sistemi hanno addirittura temuto un'invasione batarian.

La distruzione delle boe di comunicazione ha isolato molti altri sistemi batarian. Ai milioni di civili rimasti intrappolati non resta altro che attendere l'arrivo dei Razziatori.

La caduta di Taetrus[modifica | modifica sorgente]

Il primo attacco dei Razziatori contro lo spazio turian ha seguito la vecchia regola del "colpire dove fa più male". Taetrus, popolosa colonia dalla storia secolare, era già scolpito nell'immaginario collettivo dei Turian come il luogo del più grave attacco terroristico mai avvenuto nei loro territori. L'Impatto di Vallum, in cui un separatista rivoluzionario fece precipitare una nave spaziale sopra la capitale della colonia, uccise all'istante più di centomila civili. Le forze della Gerarchia reagirono con un'invasione massiccia del pianeta per sradicare il movimento separatista. Assistere alla schiacciante vittoria degli "eroi contro le forze del male" fu una sorta di catarsi per i Turian. E occupando Taetrus, i Razziatori erano sicuri di colpirli dritto al cuore.

Quando hanno perso i contatti con Taetrus, i Turian erano già a conoscenza degli attacchi contro Batarian e Umani. A quel punto la Gerarchia ha schierato una flotta imponente, ignorando che all'uscita del portale di Taetrus le navi dei Razziatori fossero già in attesa ad armi spianate. Di fronte alla soverchiante potenza di fuoco nemica, i leader turian hanno dovuto prendere una decisione: rinforzare il lato opposto del portale per prepararsi a un'invasione dei Razziatori, oppure puntare tutto su un contrattacco immediato. Con i soldati e i civili che reclamavano a gran voce una vendetta contro i Razziatori, ha prevalso la seconda opzione. La Gerarchia ha quindi scagliato bombe deformanti attraverso il portale per aprire un varco alle forze armate, ma qualsiasi tentativo di indebolire la flotta nemica si è dimostrato vano, per quanto coraggioso. Usciti vittoriosi dal portale, i Razziatori si sono interfacciati alle boe di comunicazioni turian per trasmettere le immagini di Vallum, la capitale di Taetrus, di nuovo ridotta a un cumulo di macerie. Questa provocazione ha segnato l'inizio della guerra nello spazio turian.

Misure disperate[modifica | modifica sorgente]

Dinnanzi allo strapotere dei Razziatori, i leader militari hanno considerato soluzioni estreme per fermare questo nemico apparentemente imbattibile. Le due opzioni più plausibili sono la distruzione dei portali galattici e l'uso delle navi da guerra come armi suicide.

La distruzione di un portale galattico per rallentare l'avanzata dei Razziatori viene giudicata impraticabile. Di recente è stato dimostrato che i portali possono essere distrutti, ma anche che l'esplosione sprigiona un'energia tale da spazzare via qualsiasi pianeta nel sistema interessato. Evacuare milioni o miliardi di civili nei pressi dei portali richiederebbe troppo tempo, e il Consiglio non intende sacrificare le stesse vite che la resistenza armata potrebbe invece salvare. Questa soluzione, inoltre, avrebbe il solo effetto di posticipare l'inevitabile. Per i Razziatori, usciti dallo spazio oscuro usando motori iperluce convenzionali, le sconfinate distese galattiche non sono un ostacolo insormontabile.

D'altro canto, le navi da guerra sono troppo preziose per essere usate come proiettili, sempre che l'impatto possa effettivamente danneggiare un Razziatore. Alcuni ammiragli sono convinti che una sola nave scagliata a velocità iperluce sia in grado di distruggere una nave principale dei Razziatori, previa disattivazione delle misure di sicurezza che prevengono le collisioni a velocità iperluce. Queste, infatti, impediscono l'attivazione del motore se il programma di navigazione rileva un ostacolo significativo lungo la rotta tracciata. L'operatore umano ha sempre un certo margine di manovra, dato che i sensori possono rilevare solo gli oggetti più vicini, ma questi sistemi di sicurezza sono talmente integrati nei meccanismi di guida che la loro rimozione è pressoché impossibile. Tuttavia, gli analisti più cinici ricordano che fino a poco tempo fa anche la distruzione dei portali galattici era ritenuta impossibile.

La Battaglia di Palaven[modifica | modifica sorgente]

Assistendo impotenti alla caduta di Taetrus, i Turian hanno capito come i Razziatori volessero innanzitutto fiaccarli psicologicamente. Mantenendo la calma, la Gerarchia Turian ha ammassato le forze intorno al pianeta natale di Palaven. L'ammiraglio Irix Coronati, ideatore dell'ormai noto "piano dei quindici minuti", ha deciso di posizionare solo due portaerei, l'Undaunted e la Resolute, presso il portale del sistema. All'arrivo della flotta dei Razziatori, le due navi hanno lanciato sciami di caccia senza pilota e droni spia. Questi sono stati subito distrutti, ma non prima di aver trasmesso dati cruciali su gittata effettiva, composizione ed esatte coordinate dei Razziatori, in modo che le altre navi turian potessero approntare una difesa più efficace.

Notando come la gittata delle armi dei Razziatori fosse nettamente superiore a quella delle proprie corazzate, Coronati ha eseguito un breve e rischioso salto iperluce portandosi al centro della flotta nemica. Più rapide e maneggevoli dei colossali Razziatori, le navi turian hanno avuto il tempo di allineare le batterie primarie e di concentrare il fuoco contro le navi principali nemiche, riuscendo addirittura ad abbatterne qualcuna.

I Razziatori hanno reagito all'istante facendo balzare le proprie navi da guerra direttamente sopra i cieli di Palaven e avviando dei bombardamenti orbitali contro i maggiori centri abitati. I Turian, costretti a proteggere il pianeta, hanno dovuto cedere il portale galattico ai Razziatori, ormai liberi di attraversarlo con uno schieramento di navi apparentemente senza fine. E a Coronati non è restato che ordinare la ritirata.

I Turian sostengono che Palaven non sia perduto, e che la battaglia si sia semplicemente spostata sulla superficie. I trasporti dei Razziatori hanno sbarcato orde di mutanti per catturare la popolazione civile, finora con scarso successo, e le navi principali stanno distruggendo una città dopo l'altra. Con gran parte della flotta turian ancora operativa e la cittadinanza ben armata, i Turian rifiutano di farsi intimidire.

La Battaglia di Rannoch[modifica | modifica sorgente]

Quarian e Geth sopravvissuti[modifica | modifica sorgente]

Il piano di riconquista del loro pianeta natale era indubbiamente rischioso, e i Quarian avrebbero potuto addirittura estinguersi se non fosse stata raggiunta una soluzione pacifica.

In una delle schermaglie iniziali contro le navi geth potenziate dai Razziatori, la flotta pesante e una parte della flotta di sicurezza quarian si sono ritrovate in netta difficoltà. Nel tentativo di sottrarsi alla sconfitta, i Quarian sono fuggiti a velocità iperluce per riunirsi alla flotta civile dalla parte opposta del sistema Tikkun. Qui, temporaneamente al sicuro ma con solo qualche minuto di preavviso nel caso un ricognitore geth li avesse individuati, i Quarian hanno pianificato una serie di contrattacchi per interrompere il collegamento tra Geth e Razziatori. Dopo aver abbordato una corazzata geth danneggiata, i Quarian hanno inviato delle squadre d'assalto sulla superficie di Rannoch per distruggere il Razziatore che trasmetteva il software migliorato alle forze geth.

Con l'interruzione del segnale dei Razziatori, i Quarian hanno approfittato del momentaneo collasso della rete geth per passare al contrattacco. Tuttavia, un ordine impartito improvvisamente dal comandante Shepard e dall'Ammiraglio Shala'Raan vas Tonbay ha imposto il cessate il fuoco prima che i Geth tornassero pienamente operativi. Le tre flotte quarian hanno obbedito all'ordine, inclusa la flotta civile che aveva scarsa esperienza in battaglia. Anche i Geth, inaspettatamente, hanno interrotto le ostilità con perfetta disciplina.

Le possibilità di coabitazione tra Geth e Quarian su Rannoch sono ancora tutte da dimostrare, ma entrambi gli schieramenti si sono già messi a disposizione per contrastare i Razziatori. Considerata l'accesa e secolare rivalità tra le due specie, forse i Razziatori non avevano preventivato una loro alleanza, e ora potrebbero trovarsi in difficoltà contro entrambe le loro armate.

Quarian distrutti[modifica | modifica sorgente]

Dopo un avvio incoraggiante, il piano di riconquista del loro pianeta natale ha portato i Quarian sull'orlo dell'estinzione.

In una delle schermaglie iniziali contro le navi geth potenziate dai Razziatori, la flotta pesante e una parte della flotta di sicurezza quarian si sono ritrovate in netta difficoltà. Nel tentativo di sottrarsi alla sconfitta, i Quarian sono fuggiti a velocità iperluce per riunirsi alla flotta civile dalla parte opposta del sistema Tikkun. Qui, temporaneamente al sicuro ma con solo qualche minuto di preavviso nel caso un ricognitore geth li avesse individuati, i Quarian hanno pianificato una serie di contrattacchi per interrompere il collegamento tra Geth e Razziatori. Dopo aver abbordato una corazzata geth danneggiata, i Quarian hanno inviato delle squadre d'assalto sulla superficie di Rannoch per distruggere il Razziatore che trasmetteva software migliorato alle forze geth.

A questo punto i Quarian sono tornati all'attacco della flotta geth, fiduciosi nella vittoria finale. Ma i Geth, tutt'altro che indeboliti, hanno reagito con una precisione senza precedenti, spazzando via i caccia usati dai Quarian come navi da ricognizione. Ciò ha costretto i Quarian a schierare più forze del previsto, soprattutto in seguito al devastante attacco di una seconda flotta geth contro la retroguardia quarian, formata da navi-serra e dalla flotta civile. Sapendo che le navi-serra non sarebbero sopravvissute a lungo nel caso di una ritirata senza protezione, i Quarian sono scesi in battaglia con ogni nave disponibile. Ma l'esito era ormai deciso. Le poche navi quarian che sono riuscite a mettersi in salvo, anche se nel bel mezzo dello spazio geth, hanno ormai i giorni contati.

Geth distrutti[modifica | modifica sorgente]

Il piano di riconquista del loro pianeta natale era indubbiamente rischioso, ma alla fine ha consentito ai Quarian di distruggere completamente i Geth.

In una delle schermaglie iniziali contro le navi geth potenziate dai Razziatori, la flotta pesante e una parte della flotta di sicurezza quarian si sono ritrovate in netta difficoltà. Nel tentativo di sottrarsi alla sconfitta, i Quarian sono fuggiti a velocità iperluce per riunirsi alla flotta civile dalla parte opposta del sistema Tikkun. Qui, temporaneamente al sicuro ma con solo qualche minuto di preavviso nel caso un ricognitore geth li avesse individuati, i Quarian hanno pianificato una serie di contrattacchi per interrompere il collegamento tra Geth e Razziatori. Dopo aver abbordato una corazzata geth danneggiata, i Quarian hanno inviato delle squadre d'assalto sulla superficie di Rannoch per distruggere il Razziatore che trasmetteva software migliorato alle forze geth.

Con la distruzione del Razziatore, la potenza di calcolo dei Geth è calata a picco e le richieste di nuove istruzioni ne hanno congestionato i canali di comunicazione. Dopo aver ricevuto le coordinate delle navi geth dai ricognitori, le navi-serra quarian hanno aperto il fuoco dalla parte opposta di Tikkun, sfruttando la forza gravitazionale della stella. La rete dei Geth era ormai in frantumi, e i Quarian si sono accaniti senza pietà sulle forze nemiche rimaste isolate. Non si è trattata di una vittoria totale, considerate le ingenti perdite da entrambe le parti e la tenace resistenza dei Geth, ma i Quarian possono finalmente rimettere piede su Rannoch.

Il colpo di stato di Cerberus[modifica | modifica sorgente]

Il tentato colpo di stato del consigliere Udina sarà oggetto di dibattito per molti anni a venire, ma inizia già a delinearsi una chiara ricostruzione degli eventi. Udina aveva contattato Cerberus per coordinare ciò che doveva essere un'occupazione indolore della Cittadella, in modo da costringere gli altri consiglieri ad affidargli il comando della flotta del Consiglio. A quel punto avrebbe utilizzato questo contingente per liberare la Terra, il suo pianeta natale.

Il piano ha subito una battuta d'arresto quando l'Esecutore Pallin e il consigliere salarian ne sono venuti a conoscenza, diventando bersagli prioritari per Kai Leng e la squadra di assassini esperti inviati sul posto dall'Uomo Misterioso. Udina è stato quindi costretto a supportare questo intervento di Cerberus con una milizia sufficiente per occupare la Cittadella. Gli agenti di Cerberus catturati hanno rivelato quanto l'intesa tra Udina e Kai Leng fosse relativamente fragile: il primo intendeva venir meno al patto appena la flotta fosse stata nelle sue mani, e Kai Leng qualora le probabilità di successo di Udina si fossero ridotte al minimo.

Molti avanzano l'ipotesi di un possibile indottrinamento del consigliere Udina, e in effetti le sue azioni coincidevano con i piani dei Razziatori. Se il colpo di stato fosse fallito, la Cittadella sarebbe comunque sprofondata nel caos; in caso di successo, il suo piano di riconquista della Terra avrebbe spaccato le forze del Consiglio. Tuttavia, non esistono prove concrete a sostegno di questa ipotesi, né un'evidente logica di fondo. È probabile che quello di Udina sia stato un gesto disperato. Un gesto che ha privato l'umanità del suo massimo rappresentante.

La caduta di Thessia[modifica | modifica sorgente]

L'invasione di Thessia si è rivelata più ardua del previsto per le forze dei Razziatori. A differenza delle altre specie, infatti, le Asari hanno adottato delle rischiose strategie di guerriglia contro le forze d'occupazione nemiche. Fuggendo a velocità iperluce subito dopo aver sabotato una nave e ricorrendo ad altre tattiche simili, inizialmente le Asari hanno costretto i Razziatori a restare sulla difensiva.

La schiacciante superiorità numerica dei Razziatori li ha però indotti a ignorare queste incursioni e avviare un pesante bombardamento orbitale contro Thessia. Le Asari sono state quindi obbligate a un approccio difensivo classico per proteggere il proprio pianeta natale. Poi, con lo sbarco dei Razziatori su Thessia, ha avuto inizio l'operazione di "mietitura".

Le forze terrestri delle Asari sono state brutalmente massacrate, e la resistenza delle biotiche addestrate è servita a ben poco contro la furia dei Razziatori. Considerata la scarsa entità delle forze armate di Thessia, per altro impreparate ad affrontare uno scenario simile, la rapida capitolazione del pianeta è stata inevitabile.

La riscossa di Palaven[modifica | modifica sorgente]

Il contrattacco di Turian e Krogan su Palaven è stato un connubio di coraggio, tenacia e strategia bellica. Il primo passo è stato diffondere un piano di battaglia fasullo che prevedeva le stesse tattiche impiegate dai Turian nella fase iniziale dell'invasione di Palaven. Poi la corazzata Indomitable ha simulato un guasto al motore uscendo dalla velocità iperluce nei pressi di Menae, la luna di Palaven. Nel frattempo altre tre corazzate hanno raggiunto l'Indomitable con le rispettive flotte di supporto, un bersaglio troppo allettante per le navi principali dei Razziatori in orbita sopra Palaven. Una volta avuto campo libero, i trasporti turian sono scesi nell'atmosfera di Palaven rilasciando navette, alianti e capsule da sbarco individuali.

Inizialmente i Razziatori hanno sottovalutato questa mossa a sorpresa, schierando solo mutanti e sciami di Collettori contro i mezzi turian in discesa dall'orbita. Ciò ha permesso ai commando krogan di unirsi alla resistenza di Palaven mettendo a disposizione bombe deformanti e armi a fissione.

Con il moltiplicarsi di attacchi simultanei in tutto il globo, i Razziatori hanno iniziato a cedere il passo. I membri della resistenza turian erano riusciti a portare delle bombe all'interno dei processori, dei trasporti e perfino delle navi principali dei Razziatori quando queste si erano aperte per indottrinare i leader turian.

Palaven stava tornando lentamente sotto il controllo delle forze turian e krogan. Le notizie delle vittorie avevano riacceso l'entusiasmo e le speranze tanto della resistenza planetaria quanto dell'intera comunità galattica.

Ma l'impresa ha comportato immensi sacrifici. Molti insorti turian si sono fatti esplodere insieme alle bombe introdotte nelle navi nemiche, portando con sé tutti i civili imprigionati al loro interno, anche se comunque destinati alla mietitura. "Chiunque essi fossero in vita, il loro sacrificio non ha eguali," ha dichiarato il generale Minin Resvirix in ricordo dei caduti. "Sono degni di unirsi allo spirito di Palaven."

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