La dottoressa Amanda Kenson è una scienziata umana dell'università di Arcturus, che è diventata famosa quando lei e la sua squadra hanno affermato di aver scoperto che la costruzione dei portali galattici è antecedente l'esistenza dei prothean.


Mass Effect 2[modifica | modifica sorgente]

La dottoressa Amanda Kenson ha scosso la galassia quando ha rivelato delle scoperte controverse sul fatto che la maggior parte dei portali galattici sono antecedenti ai prothean. Analizzando la composizione delle polveri trovate vicino ai portali galattici e paragonandole alle nubi di polvere nello stesso sistema, la Kenson ha determinato che solo una parte dei portali può essere datata a 50.000 anni fa; gli altri sono molto più antichi.

Ricerca, cattura e Aratoht[modifica | modifica sorgente]

Poco tempo dopo l'annuncio della sua scoperta, la dottoressa Kenson si è imbarcata con una squadra di spedizione per indagare su delle voci riguardanti della tecnologia dei Razziatori ai confini di un sistema batarian. La Kenson ha inviato un messaggio a un amico, l'ammiraglio dell'Alleanza dei Sistemi Steven Hackett, informandolo che la sua squadra aveva trovato prove di un'imminente invasione dei Razziatori. Quando poi l'ammiraglio Hackett scopre che la Kenson è stata catturata dai batarian e accusata di terrorismo, contatta il Comandante Shepard, chiedendogli aiuto per salvarla.

La Kenson mentre viene interrogata

Shepard riesce a entrare nella sua prigione su Aratoht, origliando prima le proteste della Kenson mentre viene trascinata via per l'interrogatorio. Secondo i registri, la Kenson finora non ha detto altro che volgarità, e se Shepard ascolta la ripresa dal vivo, la sentirà dire che i Razziatori arriveranno dal portale locale. Sfidando le minacce di tortura, sta per ricevere uno strumento per gli interrogatori in faccia, quando Shepard entra nella sua stanza, mette al tappeto la guardia, la libera e le dà un'arma. La Kenson sfoga la sua rabbia contro la guardia, pestandole la gola prima di unirsi a Shepard nella fuga dalla prigione.

La Kenson suggerirà di trovare un terminale di sicurezza da violare per aprire una strada per la libertà. Lei e Shepard si apriranno la strada combattendo per la prigione e, alla fine, si imbatteranno in una via di fuga. La Kenson si metterà al lavoro per violare la sicurezza, lasciando Shepard a difenderla. Mentre Shepard combatte, la Kenson dirà al Comandante da dove arriveranno i nemici, e cosa fare. Alla fine, riuscirà a superare la sicurezza, e a disattivare la griglia di tracciamento orbitale. Quando Shepard riesce a respingere le ondate di guardie, lei farà scendere un ascensore fino alle celle, e lei e Shepard lo useranno per raggiungere l'hangar. Durante la salita, la Kenson menzionerà la necessità di far saltare le serrature sulle porte dell'hangar per farle aprire.

Lei e Shepard completano l'obiettivo dopo aver combattuto alcune guardie nell'hangar. Prenderanno il controllo di una navetta parcheggiata lì vicino. Non appena i due salgono a bordo, delle guardie cercheranno di fermarli, ma verranno inceneriti dallo scarico dei propulsori quando la navetta prenderà il decollo.

Dopo aver attivato il pilota automatico della navetta, la Kenson metterà Shepard al corrente della situazione. Il suo gruppo, chiamato "il Progetto", aveva scoperto un manufatto dei Razziatori, che hanno soprannominato "Oggetto Rho", e le ha dato visioni dell'imminente invasione dei Razziatori. Come risultato, il Progetto doveva distruggere il portale nel sistema Bahak, che hanno chiamato portale Alfa, lanciandogli contro un asteroide.Tuttavia, Shepard chiederà di vedere la prova, così la Kenson, anziché andare alla stazione Arcturus, porterà il Comandante alla base del Progetto.

Base del Progetto[modifica | modifica sorgente]

La Kenson si mostra per chi è veramente

Una volta sull'asteroide, la Kenson mostra al Comandante l'orologio del conto alla rovescia e spigherà come l'hanno calcolato. Restano due giorni all'arrivo dei Razziatori. Porterò poi Shepard all'Oggetto Rho. Sulla strada per il laboratorio, spiegherà a Shepard che il progetto è pronto a partire, e non è una questione di "come" ma di quando"quando".

Dopo essere arrivato al manufatto, Shepard è scioccato dal fatto che sia allo scoperto. La Kenson cercherà di rassicurare il Comandante dicendo che sanno cosa fanno: se Shepard gli darà un minuto, il manufatto gli darà tutte le prove che gli servono. Ben presto, la mente del Comandante viene invasa da visioni sull'arrivo dei Razziatori.

Mentre Shepard si sta riprendendo dall'esperienza, la Kenson tira fuori la M-4 Shuriken che le è stata data prima e la punta contro il Comandante. Non può permettere che Shepard impedisca l'avvento dei Razziatori, e delle guardie arriveranno di corsa nella stanza. Si scopre che, nonostante le precauzioni citate, lei e tutta la squadra del progetto sono stati indottrinati avendo speso troppo tempo a studiare l'Oggetto Rho. Ora, servono i Razziatori e faranno di tutto per impedire a Shepard di attivare il progetto. Tuttavia, Shepard non è ancora finito. Con una mossa rapida, il Comandante riesce a disarmare la Kenson e a spezzarle il polso. La Kenson se ne andrà a stento, tenendosi il braccio ferito e ordinando alle sue guardie di occuparsi di Shepard.

La Kenson cercherà di parlare al Comandante attraverso l'intercom della base, ma Shepard continuerà a combattere fino allo sfinimento. Quando Shepard va a terra, lei dirà al personale di portare il Comandante in infermeria, dato che hanno bisogno di Shepard ancora vivo. Poco prima di perdere conoscenza, Shepard vedrà brevemente gli occhi scintillanti della Kenson, in stile Collettori.

La Kenson ordinerà di tenere Shepard sedato fino all'arrivo dei Razziatori, ma all'incirca un'ora e mezzo prima dell'avvento, il Comandante riesce a svegliarsi, nonostante le dosi aumentate di sedativi. Shepard affronta le guardie, mentre la Kenson cerca di aizzargli contro i suoi uomini, ma invano, dato che il Comandante raggiunge infine la stanza del Controllo Progetto.

Una volta lì, Shepard riesce a riattivare i motori del Progetto e cerca di usare i sistemi di comunicazione della struttura, ma la Kenson lo taglia fuori. Avendo scambiato la sua uniforme da prigioniera con una divisa da scienziata, rimprovererà Shepard e gli chiederà se sa che cosa ha fatto. Dato che non può fermare l'asteroide, lo distruggerà. Shepard chiederà all'IV dove sta andando la Kenson, e si dirigerà di corsa verso il reattore per fermarla.

La dottoressa indottrinata, pochi secondi prima di morire

Shepard vedrà la Kenson al reattore, separata da lui da un muro di vetro, e sarà in preda alla furia e alla disperazione. Incolperà Shepard, dicendo che morirà senza mai conoscere la "grazia" dei Razziatori, ma che Shepard morirà e basta. Ordinerà alle guardie di trannere Shepard mentre lei destabilizza il reattore. Shepard, tuttavia, affronta la resistenza nemica e attiva i perni di raffreddamento, impedendo la fusione del nucleo. Dopo l'ennesimo contrattempo ai suoi piani, la Kenson proverà l'ultimo piano: tenterà di sovraccaricare i motori e sfiderà il Comandante a fermarla.

Dopo una breve corsa in ascensore, Shepard affronta finalmente la Kenson al pannello di controllo principale. Le ordina di allontanarsi dal terminale, ma ignorerà Shepard e si dispererà del fatto che "non sente più le voci." Shepard ordinerà di nuovo alla Kenson di allontanarsi, ma lei tirerà fuori un detonatore. Sfogherà tutta la sua frustrazione sul Comandante: tutto ciò che doveva fare era continuare a dormire e niente di tutto ciò sarebbe accaduto. Shepard potrà spararle o cercare di ragionare con lei. In ogni caso, la Kenson attiverà il detonatore. La conseguente esplosione la disintegrerà e scaraventerà via Shepard a pochi passi.

Vedi anche[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La dottoressa Kenson diventerà una compagna di squadra armata solo di una mitragliatrice M-4 Shuriken. Tuttavia, potrà ottenere una M-12 Locust dopo aver violato il terminale di sicurezza per la fuga con la navetta, dandole accesso a "due" mitragliatrici.
I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.